Descrizione Progetto

15 Ottobre 2020

Edizione: RecensioniTerre di Mezzo

La famiglia Hope si ritrova a dover far fronte all’arrivo di un gigantesco cane nero che si stabilisce fuori dalla loro casa. Il primo a vedere questo “ospite” grande come una tigre è il Signor Hope che, spaventato, chiama subito la polizia per risolvere il problema. Tuttavia, il poliziotto altro non consiglia che restare a casa.

È il momento, quindi, della signora Hope, la quale fuori dalla finestra vede un cane grande come un elefante e corre a spegnere le luci.
Lo stesso fanno Adelina e Maurice, che là fuori vedono rispettivamente un cane nero grande come un Tyrannosaurus Rex e l’incredibile Hulk.
La corsa ai ripari smuove la piccola Small che decide di uscire e affrontare il cane nero.
Inizia a correre tra i cespugli , lo stagno gelato, il parco giochi e, infine, passa per la gattaioIa della sua casa, invitando il cane a prenderla.
E, pian piano che il cane la segue, diventa sempre più piccolo fino ad essere intrappolato in un catino.
Allora tutti i membri della famiglia Hope comprendono d’essere stati sciocchi a pensare che il cane nero fosse enorme o spaventoso… perché non lo è affatto!

Levi Pinfold è un illustr-autore che ama suonare il benjo quando nessuno lo guarda.
“Cane nero” è la sua prima opera e ha vinto numerosi premi, arrivando ad essere tradotta in ben 17 lingue.
Temi principali di questo magnifico e profondo albo illustrato sono la paura di ciò che non si conosce e il coraggio di affrontarlo.
Le illustrazioni accompagnano il lettore per tutto il tempo, aiutandolo a immedesimarsi nelle emozioni dei protagonisti della storia; in copertina, infatti, si intravede un’enorme orma sulla neve, una piccola bambina e la sua casa; sfogliando, fa sobbalzare un gigantesco occhio nero, il pelo da una finestra, un cane più grande dell’intera casa… o un grosso muso che sembra saltar fuori dalle pagine centrali!
Ma il contrasto, che tanto spaventa il lettore, tra quel muso e la piccola bambina in piedi lì davanti va scemando via via che Small “addomestica” il cane, il quale rappresenta a pieno la paura della sua famiglia, la sua paura e la paura del lettore.
E lo fa in modo così semplice, canticchiando e saltellando, che lascia tutti di stucco; quasi a voler far capire che quel grande mostro che fa urlare, cadere i toast, spegnere le luci e correre ai ripari, altro non è che una mera illusione, qualcosa che esiste solo nella propria testa e che può essere sconfitta perché, in fondo, “non c’era niente di cui aver paura!”

Simona Mele

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